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 L’astronomia osservativa nella banda dei raggi X ha aperto una finestra sui fenomeni più energetici ed estremi dell’Universo, quali l’attività nucleare alimentata da buchi neri super-massicci e l’emissione X da ammassi di galassie.

NGC 3628 nella costellazione del Leone

Il cielo appare diverso a seconda degli occhi che lo osservano, cioè a seconda degli strumenti che vengono impiegati, sensibili a zone differenti dello spettro elettromagnetico.
 
 L’astronomia a raggi X permette di osservare le zone più remote al di fuori della nostra galassia. Queste regioni dell’Universo profondo (deep field) sono le più studiate in assoluto, anche per il loro impatto nell’evoluzione della cosmologia moderna.
 
 Negli ultimi anni il rapporto tra la cosmologia e lo studio della vita nell’Universo è diventato un campo dominante dell’astronomia extragalattica.
La conferenza sarà tenuta dal Dott. Paolo Tozzi, Primo Ricercatore all’INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste

Per maggiori informazioni collegato al sito del Circolo Culturale Astronomico di Farra d’Isonzo

Il Cielo è stato sempre un punto di riferimento nella vita degli esseri umani: gli antichi viaggiatori, nelle notti serene, osservavano le costellazioni a loro familiari e potevano comprendere la direzione e la durata del loro cammino. E di giorno, il Sole indicava lo scorrere del tempo e le stagioni, il momento della semina e del raccolto, l’arrivo delle piogge o la fioritura dei campi.

Oggi proviamo lo stesso stupore quando ci allontaniamo dalle luci delle città e delle strade, dove il cielo buio rivela davvero il suo splendore, con stelle, pianeti e la fascinosa via Lattea, che il poeta Tagore definiva “un fiume infuocato e silenzioso”.

Il 2009, a quattrocento anni dal primo utilizzo del cannocchiale nell’osservazione del cielo, dovuto a Galileo Galilei, e a quarant’anni dallo sbarco sulla Luna, è stato proclamato anno internazionale dell’astronomia.

L’astronomia, forse la più antica delle scienze (affonda le sue origini sin nella preistoria) oggi è una scienza complessa e il cielo viene studiato ed esplorato con i moderni mezzi della Fisica, della Matematica, della Chimica, della Geologia, della Biologia e dell’Ingegneria.

La mostra “Cosmos: viaggio alla scoperta dell’universo” sviluppa un percorso che parte dal nostro pianeta Terra, esplora il sistema solare e si spinge poi all’esterno per incontrare le stelle, le galassie, gli ammassi di galassie e conoscere le teorie sulle origini dell’Universo, e in chiusura presenta una sezione dedicata all’Astrobiologia. In parallelo, in alcune sale dell’allestimento museale permanente, due appendici alla mostra dedicate all’archeoastronomia e all’astronautica completano il percorso.

La mostra, fortemente didattica, interattiva, ricca di esperimenti, suggestioni e apparati multimediali è davvero una mostra per tutti: dalle famiglie, che potranno in tutta serenità effettuare la visita anche con i bambini più piccoli (per loro un percorso-gioco guidato da Roger “l’astrorana”), all’esperto che troverà interessanti spunti di approfondimento.

Per maggiori informazioni visita il sito dedicato all’evento

Il primo giovedì di ogni mese, durante tutto l’anno, il centro osservativo è a disposizione di soci e simpatizzanti per osservazioni guidate ai telescopi.

Il telescopio principale da 400 mm

Il telescopio principale da 400 mm

Nel corso della serata, condizioni meteorologiche permettendo, gli strumenti disponibili vengono puntati sugli oggetti celesti più interessanti del periodo, dando la possibilità ai partecipanti di osservare, a turno, direttamente agli oculari dei telescopi.

L’accesso alla specola principale è limitato a 15 persone per volta.
La cupola non può essere riscaldata e la temperatura è, quindi, quella esterna; nei mesi invernali è necessario indossare abiti pesanti e calzature adatte.
L’osservazione può essere integrata da lezioni al computer con simulazioni e immagini proiettate su grande schermo.
In caso di maltempo l’incontro è rimandato al mese successivo.
Per rimanere sempre aggiornati sulle iniziative del CCAF: www.ccaf.it
Primo giovedì del mese – ore 21.00 (ore 20:30 durante la stagione invernale)

Giovedì 26 marzo 2009 alle ore 20.30 presso il Circolo Culturale Astronomico di Farra d’Isonzo si terrà la seguente conferenza: Darwin nel Cosmo – relatore il Dr. Giovanni Vladilo (INAF – Osservatorio Astronomico Trieste).

darwinNel 2009 ricorrono il bicentenario della nascita di Charles Darwin e il centocinquantesimo anniversario della pubblicazione del suo capolavoro “L’origine della specie“.

La definizione del concetto di evoluzione ha costituito una vera e propria rivoluzione del pensiero scientifico in biologia, e ha ispirato teorie e modelli applicabili in altri settori della conoscenza.

L’evoluzione della vita sul nostro pianeta è stata influenzata anche da molteplici eventi di origine cosmica. Le radiazioni ionizzanti che oltrepassavano un’atmosfera non ancora sufficientemente protettiva, le variazioni della luminosità del Sole, gli impatti catastrofici di asteroidi di grosse dimensioni hanno avuto in passato un ruolo determinante nella trasformazione delle forme di vita sulla Terra: quale ruolo avrà il Cosmo nell’evoluzione futura?

La nuova luna intorno a Saturno

La nuova luna intorno a Saturno

La sonda Cassini ha scoperto una nuova luna di Saturno. La luna è molto piccola (circa mezzo km di diametro) e ruota attorno a Saturno come parte integrante del suo anello.

Osservando un’immagine della sonda cassini, già qualche mese fa gli scienziati Nasa avevano osservato un insolito difetto nell’anello luminoso di Saturno. In questi giorni la notizia è stata resa ufficiale.

“Prima di Cassini, l’anello G era l’unico anello di polvere non chiaramente associato con una luna”, ha detto Matthew Hedman, un ricercatore della Cornell University di Ithaca. “La scoperta di questa luna, insieme ad altri dati di Cassini, dovrebbe aiutarci a dare un senso a questo misterioso anello”.

Gli anelli di Saturno sono stati nominati secondo l’ordine con cui sono stati scoperti. L’anello G è uno degli anelli più esterni. La sonda Cassini, effettuando le misurazioni di plasma e polvere, ha indicato che questo anello parziale può essere prodotto da un oggetto simile a questo satellite.

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